Ogni nuovo albero in città

è salute e bellezza per tutti

Francesco Mati

Presidente del Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia
Presidente della Federazione di Prodotto Florovivaistico di Confagricoltura

Ascolta il podcast del suo intervento su Radio 24

Approfondimento

L’Italia è un paese famoso per la diversità del territorio, del cibo, dell’arte e della cultura. La nostra penisola ha molti tipi di clima e di terreno in cui possono essere coltivate piante destinate a tante condizioni climantiche diverse. L’offerta vivaistica italiana spazia così da piante adatte al clima  Mediterraneo e  Mediorientale ad altre adatte a quello Nordeuropeo.

Quando si parla di florovivaismo italiano si parla di una tradizione che affonda le sue radici nella storia antica. Già duemila e più anni fa i romani adornavano i loro giardini con piante formate ad arte topiaria, nel Rinascimento nel nostro Paese nacquero giardini formali copiati poi in tutto il mondo. Nell’800 il florovivaismo aveva già un’attività intensa, ma il grande sviluppo è avvenuto nel periodo fra le due guerre mondiali.

Oggi ci sono realtà florovivaistiche molto diverse che si sono specializzate nell’ibridazione (Rose, ranuncoli, astromeria, ecc.), nelle piante coltivate con arte topiaria di forma classica o moderna, in quelle ornamentali in contenitore o in alberature e conifere di grandi dimensioni per parchi e giardini. Potremmo continuare a lungo con esempi che illustrino la vastità di offerta di prodotti florovivaistici che l’Italia propone a moltissimi paesi in quasi tutto il mondo, ma sintetizzando la cosa possiamo affermare che due soli fattori accomunano tutti questi prodotti: la passione con cui sono coltivati e la qualità che li contraddistingue. 

Il vivaismo non è solo bellezza, una crescente sensibilità verso l’ambiente ha portato ad una crescita nella produzione di piante utili al paesaggio e all’ambiente urbano. Per quest’ultimo ci sarebbero enormi potenzialità per il settore vivaistico derivanti dall’avere in Italia un patrimonio arboreo urbano spesso esaurito nella maggior parte delle città. Un albero senescente perde la quasi totalità dei benefici che apporta durante la sua crescita giovanile: il processo di respirazione che permette l’assorbimento di CO2 con traspirazione di CO2 e Ossigeno (bilancio positivo), la capostazione di polveri sottili dal fogliame, il risparmio energetico dovuto all’ombreggiamento, ecc. In Italia da troppo tempo si considera il verde pubblico come una “spesa inutile”, il richiamo da parte dell’Europa ci fa invece comprendere l’importanza strategica che riveste. Il verde non è solo bellezza, è qualità della vita.

Francesco Mati è:

Presidente del Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia

Il florovivaismo rappresenta circa il 30% del PIL agricolo della Toscana.  In Toscana risultano censite circa 3.600 aziende florovivaistiche che operano su una superficie di 7.240 ettari. Esse rappresentano il 3.4% delle aziende agricole totali e  lo 0.9% della SAU Toscana. A farla da padrona è l’attività vivaistica che, con oltre 2.700 aziende e una superficie di circa 6.200 ettari, rappresenta quasi l’87% del florovivaismo della regione. La produzione toscana rappresenta il 6% del totale di quella europea (Europa a 27 paesi).

Pistoia è la “capitale” del florovivaismo, con 4800 ettari coltivati, 1200 imprese, 5000 addetti e 600 milioni di PLV (produzione lorda vendibile).

Presidente della Federazione di Prodotto Florovivaistico di Confagricoltura

La presidenza nazionale della Federazione di Prodotto Florovivaistico di Confagricoltura ha lo scopo di rappresentare un settore che si occupa di agricoltura avanzata. In particolare è un settore strategico per occupazione, ambente, sviluppo rispetto ad alcuni settori dell’agricoltura tradizionale. Attraverso Confagricoltura e Agrinsieme stiamo cercando di aumentare la sensibilità politica verso questo settore.

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